| ASPETTI
SCIENTIFICI E NUOVE TECNOLOGIE a cura del dott.
Giancaspro Corrado WWF SEZIONE DI MOLFETTA |
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Introduzione |
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Negli ultimi cinquant'anni l'utilizzo
dell'energia nucleare ha focalizzato l'attenzione generale
sui pericoli per la salute costituiti dalle radiazioni
ionizzanti.
Di recente, però, è stato posto all'attenzione
pubblica un nuovo problema: quello delle radiazioni
non ionizzanti e della loro interazione con l'uomo e
l'ambiente. Il termine "radiazione non ionizzante",
NIR (Non Ionizing Radiation), sintetizza tutte quelle
forme di radiazioni elettromagnetiche la cui interazione
con la materia produce effetti primari diversi dalla
ionizzazione (che non determinano cioè rottura
dei legami atomici e molecolari).
Sono considerate sorgenti NIR, da un punto di vista
prettamente biomedico, anche i campi elettrostatici,
i campi magnetostatici ed il passaggio di energia attraverso
la materia sotto forma di vibrazioni ultrasoniche.
Le NIR che destano maggior interesse negli studiosi,
per i loro possibili effetti sull'uomo, sono le ELF
(extremely low frequency), onde a bassissima frequenza
(30-300 Hz), e le RF/MW (radiofrequenze e microonde),
con banda di frequenza comprese tra 300 MHz e 300 GHz.
Se è vero che la biosfera,
nella sua accezione più generale, è quotidianamente
sottoposta a radiazioni elettromagnetiche comprese in
tutto lo spettro, dalle basse frequenze fino alle radiazioni
cosmiche, ivi comprese le microonde di origine tellurica
e planetaria e le onde radioelettriche provenienti dal
sole, è altrettanto vero che il repentino sviluppo
di nuove tecnologie, operanti in questo campo di frequenze,
ha fatto aumentare in maniera oltremodo significativa
la densità di queste radiazioni nel nostro ambiente.
Intorno al 1950, infatti, si rilevavano al suolo dei
paesi occidentali appena 10 pW/cm nello spettro di frequenze
da 100 kHz a 300 GHz, mentre attualmente si misurano
valori da un milione a un miliardo di volte più
alti, a causa del rapido sviluppo delle telecomunicazioni.
Nel campo delle microonde, la diffusione della telefonia
radiomobile, le strutture della quale richiedono l'allestimento
di una vera e propria rete di antenne emittenti su tutti
i territori coperti dal servizio, comporterà
anch'essa un significativo incremento dell'esposizione
a queste radiazioni.
Per quanto concerne le basse frequenze, l'utilizzo sempre
maggiore dell'elettricità e lo sviluppo di nuove
tecnologie elettriche sottopongono una parte crescente
della popolazione a elevati campi elettromagnetici.
In generale, è possibile classificare i "campi
elettromagnetici" in base alla loro sorgente d'origine,
differenziandone una di tipo "naturale"ossia
già esistente in natura, da un altra di tipo
"artificiale" prodotta dall'ingegno dell'uomo.
I campi elettromagnetici naturali, sono i regolatori
di molti processi biologici ed in particolare quelli
legati al sistema nervoso, al sistema circolatorio sanguigno,
nonchè a tutti i processi di crescita e bioritmi.
Una delle caratteristiche più importanti di tale
campo è che esso produce un'onda chiamata "elettromagnetica"
che s'irradia nello spazio ad una velocità pari
a quella della luce (in presenza di vuoto ed in prima
approsimazione nell'aria) e che si propaga trasportando
energia.
In altre parole si può dire che le onde elettromagnetiche,
costituiscono un buon trasportatore di energia che si
propaga nello spazio e che si caratterizzano tra l'altro
per la loro frequenza, o per il loro periodo o per la
loro lunghezza d'onda.
Mentre i campi elettrici possono essere facilmente schermati
e i suoi effetti fortemente ridotti dai materiali edili
ed organici quelli magnetici riescono ad attraversare
in modo indisturbato quasi tutti i metalli, le pareti
degli edifici, le piante, il corpo dell'uomo e degli
animali e la loro schermatura può avvenire ma
con l'impiego di materiali particolari .
I campi elettromagnetici possono avere una frequenza
bassa o alta e in natura quello più importante
è certamente il campo geomagnetico al quale va
aggiunto, anche quello prodotto dal sole. Ai campi prodotti
da fonti naturali si sono aggiunti negli ultimi anni
altri, provenienti da fonti artificiali caratterizzate
generalmente, da forti intensità e da frequenze
variabili. Le più importanti fonti presenti sia
all'esterno che all'interno delle costruzioni sono quelle
ad alta frequenza (AF) prodotti da forni a microonde,
trasmettitori radiotelevisivi, telefoni cellulari ,
computer, apparecchi per usi sanitari, impianti d'allarme
e di sicurezza ecc.;
differenziate da quelle a bassa frequenza (BF) prodotte
da linee ad alta tensione, trasformatori, installazioni
elettriche, coperte elettriche, elettrodomestici per
la cucina, apparecchiature utilizzate nella ricerca
ecc.
Il campo elettromagnetico a bassa frequenza è
generalmente prodotto da tutti quegli impianti ed apparecchi
tecnologici che utilizzano corrente elettrica alla frequenza
chiamata di rete (che in America è a 60 Hertz,
mentre in Europa è a 50 Hertz).
In costruzioni ubicate in prossimità di linee
ad alta tensione, di linee secondarie di trasporto dell'elettricità
o di alcuni elettrodomestici questa esposizione di base
aumenta di numerose volte arrivando a livelli anche
molto elevati.
Le fonti ad alta frequenza sono state sfruttate per
usi economici e militari con conseguente sviluppo nel
settore delle telecomunicazioni.
Negli ultimi decenni, per coprire il fabbisogno di programmi
radiotelevisivi pubblici e privati italiani, si è
assistiti all'installazione sul terrirtorio nazionale
di circa 60.000 trasmettitori principali e locali con
potenze oscillanti da poche decine ad alcune centinaie
di migliaia di watt. Accanto a numerosissimi impianti
di trasmissione utilizzati anche per la telefonia cellulare,
sono presenti nel nostro territorio potentissimi impianti
radar ad uso militare e civile.
A queste fonti esterne, come se non bastassero, si sono
aggiunte quelle presenti negli ambienti domestici e
di lavoro che hanno finito col sottoporre l'uomo ad
un borbandamento vertiginoso di radiazioni elettromagnetiche.
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