| ASPETTI
SCIENTIFICI E NUOVE TECNOLOGIE a cura del dott.
Giancaspro Corrado WWF SEZIONE DI MOLFETTA |
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Campi elettromagnetici - L'ABC SULL'ELETTROMAGNETISMO |
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Campo elettrico
si può definire campo
elettrico una regione dello spazio in cui una carica
elettrica (o corpo carico elettricamente) è sottoposta
ad una forza proporzionale alla carica stessa. Per descrivere
il campo si utilizza il vettore campo elettrico, che
si indica con E e che rappresenta la forza elettrica
che agisce sullunità di carica. Nel Sistema
Internazionale lunità di misura del campo
elettrico è il newton/coulomb (N/C) o il volt/m
(V/m) oppure i loro multipli (per esempio kV/m). Il
campo elettrico è generato da cariche elettriche
o anche da un campo magnetico variabile nel tempo. Quando
le cariche elettriche che generano un campo elettrico
sono fisse nello spazio il campo elettrico ha un valore
costante in ogni punto e si chiama campo elettrostatico.
Campo magnetico
il campo magnetico viene generato
da cariche in movimento, cioè da correnti elettriche,
e a sua volta agisce su correnti, ovvero cariche in
movimento. Il campo magnetico può essere creato
anche da un campo elettrico variabile nel tempo .
Anche i magneti permanenti (calamite) generano un campo
magnetico, causato dalla presenza di correnti, dette
correnti atomiche, dovute al moto degli elettroni (spin).
Il campo magnetico viene rappresentato tramite un vettore
B detto induzione magnetica o H detto intensità
di campo magnetico.La relazione tra H e B è la
seguente: H=B/µ e µ=permeabilità
magnetica del mezzo considerato.
Campo elettromagnetico
un campo magnetico variabile,
di frequenza f, produce nelle adiacenze un campo elettrico
variabile, anchesso alla frequenza f, il quale
dà ancora luogo in prossimità ad un campo
magnetico variabile
e così via. Campi
magnetici ed elettrici rapidamente variabili non rimangono
quindi fra loro separati: luno dà origine
allaltro e ambedue coesistono in unentità
inscindibile che prende il nome di campo elettromagnetico.
Come risultato dei processi di mutua generazione, sotto
opportune condizioni, il campo elettromagnetico si propaga,
cioè si allontana dalla sua sorgente, con una
velocità caratteristica, che nel vuoto coincide
con la velocità della luce (c»3·108
m/s), generando la così detta onda elettromagnetica.
Onda elettromagnetica
si chiamano onde elettromagnetiche
i campi elettromagnetici che si propagano nello spazio,
anche in assenza di materia. Le onde elettromagnetiche
sono trasversali: il vettore campo elettrico E e il
vettore campo magnetico H sono reciprocamente perpendicolari
e giacciono su di un piano perpendicolare al vettore
v, velocità di propagazione dellonda. La
relazione tra E ed H,in unonda elettromagnetica
è determinata dalle equazioni di Maxwell. Come
ogni tipo di onda, unonda elettromagnetica può
trasportare energia da un punto ad un altro e può
essere caratterizzata tramite la sua frequenza (o la
sua lunghezza donda) e la sua ampiezza.
Frequenza
numero di volte che un fenomeno
periodico si verifica nellunità di tempo,
ovvero numero di oscillazioni nellunità
di tempo. In genere la frequenza si misura in hertz
(Hz) o, in modo equivalente, in secondi1 (s-1),
che rappresenta il numero di oscillazioni (o cicli)
al secondo.
Banda di Frequenza
range continuo di frequenze
che spazia tra due estremi.
Per esempio, la banda di frequenza per il GSM è
solitamente ristretta
fra 875 MHz e 925 MHz.

Lunghezza d'onda
alla variazione nello spazio
dellampiezza di unonda che si propaga (ad
esempio un campo elettromagnetico nello spazio libero,
o la tensione lungo una linea bifilare), si associa
il concetto di lunghezza donda (l). In particolare,
l rappresenta la periodicità spaziale di variazione
dellonda. La lunghezza donda è legata
alla frequenza del campo (f) tramite la velocità
di propagazione del campo (c) secondo la relazione:
lf=c
Ampiezza
Lampiezza è il
valore assunto istante per istante dalle componenti
di unonda; nel caso di unonda elettromagnetica
è il valore istantaneo del campo elettrico (misurato
in V/m) e/o del campo magnetico (misurato in A/m).
Densità di potenza dell'onda
elettromagnetica
è lenergia trasportata
dallonda in un secondo attraverso lunità
di superficie disposta perpendicolarmente alla sua direzione
di propagazione ed è una misura dellintensità
dellonda stessa. Si può facilmente dimostrare
che lenergia che fluisce nellunità
di tempo (potenza) attraverso lunità di
superficie è esprimibile come lintensità
del vettore S, detto vettore di Poynting. Il vettore
di Poynting è legato al campo elettrico e al
campo magnetico dalla relazione S=ExH. La densità
di potenza ha come dimensioni joule/(metro2×secondo)
oppure watt/ metro2.
Polarizzazione di un'onda elettromagnetica
la propagazione delle onde elettromagnetiche
avviene in direzione perpendicolare alla direzione del
campo elettrico e del campo magnetico (che sono componenti
dellonda). Il piano individuato dalla direzione
di propagazione e dal vettore campo elettrico E si dice
piano di polarizzazione. Se questo piano non cambia
al passare del tempo e mentre il campo si propaga, londa
elettromagnetica è detta polarizzata linearmente.
Se invece il vettore campo elettrico E (e quindi anche
il vettore di campo magnetico H che è perpendicolare
ad E) ruota al passare del tempo e allavanzare
dellonda (compiendo così una rotazione
completa in un periodo T) si dice che londa ha
una polarizzazione ellittica; se, poi, in particolare,
il vettore campo elettrico e il vettore campo magnetico
ruotano mantenendo unampiezza costante, si parla
di polarizzazione circolare.

Radiazioni ionizzanti (IR)
si dicono ionizzanti quelle
radiazioni che sono in grado di strappare, tramite uninterazione
diretta tra fotone ed elettrone, un elettrone da orbite
atomiche o molecolari. Nel caso di radiazioni elettromagnetiche,
si dicono ionizzanti quelle che hanno unenergia
associata al fotone superiore allenergia di legame
dellelettrone al proprio atomo o molecola. Per
questa energia si considera un valore di soglia di circa
13 eV, che è lenergia di legame dellelettrone
allatomo di idrogeno. Le radiazioni ionizzanti
hanno una frequenza superiore ai 3000 THz. Esempi di
radiazioni ionizzanti sono i raggi X e i raggi gamma.
Radiazioni non ionizzanti (IR)
vengono considerate radiazioni
non ionizzanti (N.I.R., Non Ionizing Radiation) quelle
radiazioni elettromagnetiche caratterizzate da fotoni
aventi energia inferiore a circa 13 eV , o, meglio,
che non hanno energia tale da strappare elettroni dalle
orbite di atomi o molecole. Le radiazioni non ionizzanti
hanno una frequenza compresa fra i pochi hertz (Frequenze
estremamente basse, E.L.F.) e i 300 THz (radiazioni
ultraviolette).


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