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ASPETTI SCIENTIFICI E NUOVE TECNOLOGIE a cura del dott. Giancaspro Corrado WWF SEZIONE DI MOLFETTA
Studi&Ricerche

 

Nuovo studio italiano:"I telefonini potrebbero aumentare l'aggressività delle cellule tumorali".

Un recente studio condotto dal Centro Nazionale di Ricerca di Bologna, evidenzierebbe una correlazione tra sviluppo di cellule leucemiche umane con l'esposizione ai campi elettromagnetici prodotti dai telefonini.


Proprio nei giorni in cui l'Istituto Superiore di Sanità sta conducendo una campagna d'informazione per allontanare nell'opinione pubblica lo spettro d'eventuali effetti negativi derivanti dai CEM, uno studio tutto italiano viene pubblicato sulla prestigiosa rivista "NewScentist" dimostrando il contrario. Lo studio diretto dal prof. Fiorenzo Marinelli del National Research Council di Bologna, ha avuto come scopo l'osservazione evolutiva delle cellule leucemiche umane, una volta esposte a campi elettromagnetici a frequenze e potenze simili a quelle d'esercizio dei nostri telefonini. Nello specifico, il team del prof. Marinelli ha studiato il comportamento di cellule leucemiche esposte continuativamente a campi elettromagnetici a 900MHz e ad una potenza pari a 1mW. Le frequenze attualmente in uso nel sistema GSM cadono nella banda di frequenza compresa tra 800 e 1900 MHz, mentre le potenze emesse dai nostri telefonini possono arrivare in particolari condizioni (bassa copertura) anche sino a 2W, in pratica 3 ordini di grandezza superiori rispetto a quella sperimentata in laboratorio.
I risultati presentati per la prima volta nel mese d'Ottobre al Convegno Internazionale sugli Effetti Biologici dei Campi Elettromagnetici in Grecia e pubblicati sull'ultimo numero di NewScientist, dimostrerebbero una qualche interazione tra i meccanismi genetici di suicidio delle cellule tumorali e i CEM. Dopo le prime 24 ore d'esposizione ai campi, il campione di cellule leucemiche mostrava una riduzione in numero stimato intorno al 20% in più rispetto ad un campione di controllo,segno questo che i geni preposti al suicidio cellulare si erano in qualche modo attivati.
Nelle successive 24 ore d'esposizione le cellule sopravissute evidenziavano invece un'inversione di tendenza, con un aumento dell'aggressività e della loro prolifericità, interpretabile come un'avvenuta resistenza all'azione mutagene esterna che ha avuto com'effetto finale quello di un aumento netto della pericolosità di questo tumore.
Questi risultati sono ben lungi dal dimostrare con assoluta certezza la nocività dei campi sulla salute, anche perché i test condotti su animali non hanno dato per il momento evidenze in proposito, ciò nonostante questo studio ha importanza giacché per la prima volta si evidenziano sperimentalmente interazioni tra i processi biochimici della cellula con le onde elettromagnetiche sino ad ora tenacemente negate da una cert'area della comunità scientifica.
Questi infatti, ritengono, e per la verità non a torto, che l'energie trasportate dalle onde (alle frequenze alle potenze in giuoco), non sono in grado, in teoria, di rompere i legami chimici delle molecole biologiche (legami covalenti, di idrogeno, ionici, polari ecc..) e quindi in principio non sarebbero in grado di apportare alcuna modificazione alla materia vivente, se non al massimo un aumento locale della temperatura..
Ma i sistemi biologici, dalle singole cellule a sistemi più organizzati, sono architetture ben più complesse di una singola interazione tra atomi o molecole, e ad oggi alcuna considerazione o modello teorico potrà mai prevedere con alto grado di sicurezza gli effetti delle interazioni tra campi non ionizzanti e processi biologici.
Alla luce di questi studi, ci pare quindi, quanto mai irresponsabile da parte dell'Istituto Superiore di Sanità, nella figura del prof. Vecchia (per altro un fisico e non un medico come ci si aspetterebbe nella circostanza), porre così frettolosamente la parola fine al problema dell'elettrosmog, negando con assoluta certezza eventuali effetti nocivi. Ma non dovrebbe essere il "dubbio", l'incertezza nella misura, la molla della ricerca ? E dove è andato a finire il "Principio di Precauzione" ribadito più volte in ambito sanitario dalla Comunità Europea? Non sarà forse "lo sviluppo del mercato", il solo ed unico obiettivo dei nostri amministratori e governanti, (così come si evince anche dal recente Decreto Gasparri sblocca antenne) ?
Ma nonvogliamo fare dietrologia, a voi il giudizio.

"Uno studio sulle cellule tumorali rianima la paura sulla sicurezza dei cellulari" - Da New Scentist 24 Ott. 02 (inglese).

"Antenne non dannose" - da La Gazzetta del Mezzoggiorno del 19/10/02.

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