| RISCHI
PER LA SALUTE E MISURE CAUTELATIVE a cura del Dott.
Salvatore Martano WWF SEZIONE DI MOLFETTA |
 |
L'INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO E
I RISCHI PER LA SALUTE |
|
Oggigiorno parlare
dell'inquinamento elettromagnetico senza minimizzare
il problema o senza creare facili allarmismi nella popolazione
può essere difficile. La combinazione di una
crescente preoccupazione da parte della pubblica opinione
e incertezza da parte della comunità scientifica
può essere una miscela molto pericolosa, ecco
perché occorre far chiarezza.
In linea di massima, è possibile classificare
i campi elettromagnetici (CEM) in base alla loro sorgente
d'origine, differenziandone una di tipo naturale ossia
già esistente in natura, da un'altra di tipo
artificiale prodotta dalla tecnologia dell'uomo.
I CEM prodotti da fonti naturali sono quelli prodotti
dal campo geomagnetico della terra, dal sole, dalle
scariche atmosferiche.
Grazie allo straordinario sviluppo industriale e tecnologico
degli ultimi anni ai CEM prodotti da fonti naturali
si sono aggiunti quelli provenienti da fonti artificiali
caratterizzati da forti intensità e da frequenze
variabili: bassa frequenza e alta frequenza.
I CEM a bassa frequenza sono generalmente prodotti da
tutti quegli impianti ed apparecchi tecnologici che
utilizzano corrente elettrica alla frequenza chiamata
di rete (che in America è a 60 Hertz, mentre
in Europa è a 50 Hertz) : linee ad alta tensione,
trasformatori, installazioni elettriche, coperte elettriche,
elettrodomestici per la cucina, apparecchiature utilizzate
nella ricerca, ecc. Pertanto in costruzioni ubicate
in prossimità di linee ad alta tensione, di linee
secondarie di trasporto dell'elettricità o di
alcuni elettrodomestici questa esposizione di base aumenta
di numerose volte arrivando anche a livelli molto elevati.
I CEM ad alta frequenza sono stati sfruttati per usi
economici e militari con conseguente sviluppo nel settore
delle telecomunicazioni, ma li ritroviamo anche nei
forni a microonde, computer, apparecchi per usi sanitari,
impianti d'allarme e di sicurezza, ecc. Negli ultimi
anni, per coprire il fabbisogno di programmi radiotelevisivi
pubblici e privati, si è assistito al proliferare
dell'installazione di trasmettitori principali e locali
con potenze oscillanti da poche decine ad alcune migliaia
di watt. Inoltre accanto alla crescita esponenziale
degli impianti di trasmissione utilizzati per la telefonia
cellulare, sono presenti nel nostro territorio potentissimi
impianti radar ad uso militare e civile. A queste fonti
esterne, si sono aggiunte quelle presenti negli ambienti
domestici e di lavoro per cui in molte zone metropolitane
l'intensità del campo ad alta frequenza risulta
aumentato di uno o due milioni di volte rispetto a quello
naturale.
Ora tentare di stabilire se questo vero e proprio bombardamento
vertiginoso di radiazioni elettromagnetiche ha un effetto
dannoso con rischi sulla la salute è difficile.
Innanzitutto occorre chiarire che le onde elettromagnetiche
fin qui trattate rientrano tra le radiazioni elettromagnetiche
non ionizzanti. Questo perché se è vero
che non vi sono dubbi circa i danni provocati dalle
radiazioni elettromagnetiche ionizzanti (raggi x, raggi
gamma,
) prodotte da apparecchiature utilizzate
in medicina a scopi diagnostici e terapeutici o connesse
all'uso di energia nucleare, ben diversa è la
situazione per le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti,
quelle cioè che non determinano nella materia
il fenomeno fisico della ionizzazione, consistente nel
processo di scissione di molecole o atomi , con danno
diretto sulla cellula. È pur vero, però,
che tali radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti
producono comunque modificazioni termiche, meccaniche,
chimiche e bioelettriche.
Un numero sempre maggiore di studi epidemiologici stanno
tentando di mostrare quali siano i rischi sanitari provocati
da questo tipo di inquinamento elettromagnetico o elettrosmog
nonché le relative conseguenze.
Attualmente i soli risultati certi ottenuti dalla ricerca
scientifica sui rischi e sugli effetti che i CEM producono
sulla salute si riferiscono ad inquinamenti che agiscono
sull'uomo e sugli animali per periodi relativamente
brevi. È stato dimostrato, tra gli effetti acuti,
un effetto termico dovuto ad un aumento della temperatura
dei tessuti per assorbimento di energia. Tale effetto
a bassi livelli di esposizione viene neutralizzato dal
sistema termoregolatore del corpo umano per cui l'individuo
interessato non se ne rende neppure conto, ma che, in
caso di esposizioni più intense e prolungate,
possono compromettere gli organi poco vascolarizzati
(cristallino dell'occhio, testicoli, ecc.).
È stato riscontrato che le persone che vivono
o svolgono attività lavorativa nei pressi di
linee dell'alta tensione sono i più esposti a
disturbi come irritabilità, insonnia, astenia,
impotenza o perdita della libido. Tuttavia la molteplicità
delle problematiche che provocano la comparsa di questi
sintomi non possono, allo stato attuale delle informazioni
scientifiche, essere imputabili esclusivamente alla
presenza in determinate aree di CEM.
In un recente rapporto pubblicato dall'Istituto Superiore
della Sanità sono confermati i sospetti delle
evidenze scientifiche internazionali sulla esposizione
infantile a campi elettromagnetici a 50-60 Hertz (a
bassa frequenza) ed un aumento di rischio leucemico,
ma ciò che rende così incerta la questione
è la mancanza di una spiegazione biologica convincente
di come i CEM potrebbero provocare le leucemie. Tali
malattie si manifestano in organi che reagiscono molto
lentamente ed è proprio la lentezza con cui esse
compaiono che crea le maggiori difficoltà nella
identificazione della causa.
Come si può quindi vedere il contesto scientifico
in cui ci si muove è tuttora di notevole incertezza,
per cui necessitano ulteriori approfondimenti e ricerche.
Occorre evitare il panico tra la popolazione attraverso
informazioni errate. È opportuno che la gente
sia correttamente informata sui risultati ottenuti dalla
sola ricerca scientifica anche perché se questo
rischio sarà confermato si tratterà di
un pericolo sicuramente meno insidioso di altre minacce
ambientali la cui comprovata pericolosità è
di gran lunga superiore. Altrettanto opportuno sarebbe
regolamentare il proliferare selvaggio di antenne sulla
base del "principio cautelativo" indicato
dall'OMS, che impone nel campo della salute pubblica
e dell'ambiente di agire, senza attendere che la scienza
dimostri in modo definitivo ed inconfutabile gli effetti
nocivi dell'esposizione ad agenti morbosi sospetti.
Dott. Salvatore
Martano
back
|