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PROGETTO DEL WWF MOLETTA - I CAMPI ELETTROMAGNETICI - “PRECAUZIONI TRA DUBBI E CERTEZZE”
Introduzione

Negli ultimi anni lo sviluppo tecnologico in ambito elettrico ed elettronico, ha comportato un notevole aumento dell’esposizione della popolazione e dei lavoratori a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. La capillare diffusione della telefonia cellulare, dei sistemi di telecomunicazione, il potenziamento della rete di trasporto dell’energia elettrica hanno determinato un aumento del cosiddetto “inquinamento elettromagnetico”. Ciò ha portato i paesi più industrializzati a svolgere una vasta attività di ricerca volta da una parte alla definizione dei meccanismi biofisici di interazione ed alla descrizione dei principali effetti biologici e sanitari conseguenti a tali esposizione, dall'altro alla definizione di valori di soglia di campo o detti anche di "cut-off" ai CEM, che garantisca la massima sicurezza in ambito di igiene sanitaria verso la popolazione civile.

Contemporaneamente, il Governo Italiano, in applicazione del principio di precauzione (art. 174 del Trattato di Amsterdam) e delle sollecitazioni delle diverse parti sociali, ha dotato la nazione di una normativa di riferimento con la pubblicazione lo scorso marzo della legge 22 febbraio 2001 n. 36 “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”.

Attualmente la legge è ancora in una fase di stallo, presenta, infatti, il deficit dei decreti attuativi che avrebbero dovuto renderla operativa e che avrebbero dovuto essere pubblicati entro i sessanta o, in alcuni casi, i centoventi giorni successivi alla sua pubblicazione. Rimane pertanto un grande punto interrogativo sulla reale efficacia di tale norma.

Nel frattempo gli studi e le ricerche medico-scientifiche sono cresciute in modo quasi esponenziale, tanto che lo sviluppo tumultuoso assunto dalla problematica nel corso degli ultimi anni ha determinato l’infoltirsi di interessi economici – lobby – prima ancora che si formasse un’opinione universalmente accettata dalla comunità scientifica e civile.

In questo frenetico svilupparsi della tematica la popolazione ha mostrato il suo costante impegno a sostenere i propri diritti nei confronti delle aziende delle telecomunicazioni – in particolare – i quali hanno visto travolgere i loro piani di espansione da sentenze dei TAR e del Consiglio di Stato.

Pur tuttavia la comunicazione, che odiernamente è il veicolo principale di ogni attività, non ha coinvolto il comune cittadino non impegnato in lotte di quartiere, lasciandolo spesso da solo di fronte “all’inquinamento” invisibile non informandolo con puntualità degli eventuali rischi per la salute.

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